Oggi viaggiamo nel tempo: ritorniamo nell’Italia degli Anni ‘70, per la precisione nel periodo che va dal 1976 al 1978. Erano gli “anni di piombo” in cui il terrorismo quasi quotidianamente esigeva le sue vittime, fino alla strage di Via Fani e all’omicidio di Aldo Moro. Erano anni difficili anche per l’economia e per il rifornimento energetico. In quegli anni cominciarono a scarseggiare gli spiccioli e non se ne seppe mai il motivo preciso: inefficienza della Zecca, speculazione, chissà cosa…
Apparvero allora questi straccetti di carta che si logoravano subito. Un’idea delle banche per sopperire alla carenza di monetine: il loro valore nominale andava dalle 50 alle 350 lire. In pratica erano assegni spendibili al portatore e passavano di mano in mano al posto degli spiccioli. Anche alcuni grandi magazzini, come la Upim, ne emisero grandi quantità come “buoni merce”. In totale i tipi in circolazione furono 835, emessi da 33 banche diverse.
Questo genere di “moneta di necessità” venne messo “fuori corso” dal Ministero del tesoro alla fine del 1978 quando la Zecca, aiutata anche dall’elevatissimo tasso di inflazione (17% nel 1977, 12,1 % nel 1978), fu in grado di coniare molte monete e in particolare quella nuova da 200 lire.
UN PICCOLO TOUR TRA OGGETTI E FOTOGRAFIE DELL’EPOCA:
E, per finire, un po’ di musica dal 1977, anno in cui, tra l’altro, nacquero gli spot come li conosciamo adesso e “Domenica in”:
Molti “viaggiatori immobili” allora neanche non erano nati, altri erano troppo piccoli per ricordare. Per loro questo post è una testimonianza storica, per gli altri è solo… nostalgia.
Fotografie: Miniassegni © Wikipedia / Portale Miniassegni – Moneta © My coins collection






