Come si viaggia restando immobili? Con la fantasia, scorrendo le mappe, i biglietti, le monete, i francobolli, le cartoline...

mercoledì 21 settembre 2011

64. Papua Nuova Guinea

 

Oggi ho voglia di andare agli antipodi, in Oceania. E queste monetine della Papua Nuova Guinea ci condurranno là. L’unità monetaria è il kina, diviso in 100 toea.

Una farfalla, un pesce leone, una tartaruga, il cuscus – specie di opossum, quella sorta di struzzo che è il casuario, una scultura aborigena. E siamo già entrati nell’ottica di questo paese che occupa la metà orientale della Nuova Guinea e adagia tra l’Oceano Pacifico e il Mare dei Coralli le sue coste frastagliate ricche di golfi e insenature e le sue enormi foreste pluviali. Spicca il Monte Wilhelm, alto 4.508 metri. Politicamente, la Papua Nuova Guinea – teatro di molte battaglie nel Pacifico nella Seconda guerra mondiale - si è resa indipendente dall’Australia nel 1975 e ha poco meno di sette milioni di abitanti sparsi per il suo vasto territorio (la densità è di 14 per kmq). Il 96% degli abitanti sono cristiani, ma dispersi in varie congregazioni: cattolici, luterani, avventisti, battisti, evangelici, pentecostali e via dicendo… La rete stradale non è molto sviluppata, considerando la struttura montuosa del paese: il miglior mezzo per viaggiare è un piccolo aereo, oppure sono… i piedi. Noi saliamo allora su un piccolo Cessna e via, facciamo un giretto!

 

IL MONTE TAVURVUR

FOTOGRAFIA © TARO TAYLOR

 

PORT MORESBY, LA CAPITALE

FOTOGRAFIA © MSCLAUCH

 

IL MONTE WILHELM

FOTOGRAFIA © NOMADTALES

 

IL LAGO KUTUBU

FOTOGRAFIA © IAIN TAYLOR1

 

IL PARLAMENTO (Lo so, sembra una chiesa)

FOTOGRAFIA © STEVE SHATTUCK

 

UN INDIGENO HULI

FOTOGRAFIA © NOMADTALES

giovedì 1 settembre 2011

63. Lazise

 

“Lacisium”, villaggio lacustre: così si chiamava in epoca romana questo borgo adagiato sulla sponda orientale del Garda, in provincia di Verona. Era già abitato dalla preistoria e sarebbe diventato in breve un importante centro di passaggio, tanto da essere il primo libero comune d’Italia nel 983 e da ospitare nel suo antichissimo porto, attestato già nel X secolo, la Dogana Veneta della Serenissima.

Arriviamo a Lazise dalla Gardesana, la SR249 che costeggia tutta la riva orientale del lago da Peschiera a Torbole. Parcheggiamo l’auto nel comodissimo parcheggio di Via Marra, percorriamo quel centinaio di metri che ci separa dalla Porta del Lion ed entriamo nella città fortificata.

Parcheggio

IL CASTELLO

Dentro la cinta muraria si ha l’impressione di trovarci in un mondo dove il tempo scorre diversamente, rare automobili percorrono le strette stradine e ci sono delle aree esclusivamente pedonali. Ci troviamo subito di fronte la grande Piazza Vittorio Emanuele, con il suo pavimento a scacchi.

PIAZZA VITTORIO EMANUELE

Prendiamo a sinistra e ci dirigiamo verso il porto: il piccolo bacino raccoglie solo barche e mischia i loro riflessi con quelli della chiesa romanica di San Nicolò al porto e della Dogana Veneta, ora adibita a location per eventi e matrimoni.

IL PORTO

SAN NICOLÒ AL PORTO

LA DOGANA VENETA

Davanti a noi si apre adesso il lungolago Marconi, dal caratteristico pavimento a onde: sediamoci su una panchina e spaziamo con lo sguardo nel Garda: possiamo riconoscere Sirmione e la sua punta laggiù, dove sorgono le Grotte di Catullo.

IL LAGO

LUNGOLAGO MARCONI

Passeggiamo un po’ per le stradine, comperiamoci qualche souvenir, magari uno strofinaccio con ricamo di limoni o un oggetto di ceramica, dei saponi, oppure il pregiato olio d’oliva del Garda o una bottiglia di Bardolino. O ancora pranziamo in uno dei tanti ristoranti o gustiamoci un gelato.

LUNGOLAGO MARCONI, CAFÉ RIVIERA

Poi riprendiamo la via per il parcheggio: l’ultima immagine che ci resta è un antichissimo segno di dominazione veneziana, il leone di San Marco murato nella porta detta appunto “del Lion”.

PORTA DEL LION, PARTCOLARE

 

FOTOGRAFIE © DANIELE RIVA 2011