Come si viaggia restando immobili? Con la fantasia, scorrendo le mappe, i biglietti, le monete, i francobolli, le cartoline...

venerdì 20 agosto 2010

26. Gradara





Un francobollo questa volta per cominciare il viaggio. Un esemplare da 40 lire della serie “Turismo” emesso nel 1974 per risalire fino a Gradara, antico borgo situato tra Romagna e Marche, nella provincia di Pesaro e Urbino. Si sale, ci si ferma a mangiare in una delle taverne tipiche, gustando la piadina annaffiata da un buon bicchiere di Sangiovese, e poi ci si aggira per le meravigliose stradine prima di visitare la Rocca Malatestiana, magnificamente conservata. Quel castello, costruito quanto alla sua parte originaria nel 1150, fu il teatro di un avvenimento raccontato da alcuni dei più celebri versi della poesia italiana:

Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
Per più fïate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disïato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante".
Mentre che l'uno spirto questo disse,
l'altro piangëa; sì che di pietade
io venni men così com' io morisse.
E caddi come corpo morto cade.

È nella rocca di Gradara che avviene infatti l’omicidio narrato da Dante nel V canto dell’Inferno: Gianciotto Malatesta uccide la moglie Francesca, della famiglia Da Polenta, e il fratello Paolo dopo avere sorpreso i due amanti. Il racconto di Boccaccio spiega meglio la storia: al matrimonio, avvenuto per procura, Gianciotto, brutto e zoppo, ha mandato il bel fratello Paolo; Francesca si invaghisce di lui perdutamente, credendolo il vero sposo. Da lì tutto il malinteso e la tragica fine. A Gradara, molti sono i richiami alla sfortunata coppia: dalla Taverna di Paolo e Francesca ai souvenir venduti nei negozi.












Fotografie © Marok e Giorgio Minguzzi

2 commenti:

Sandra Maccaferri ha detto...

Bellissima Gradara. Ci andavo spesso da bimba quando d'estate passavo alcuni giorni al mare a Cattolica con mia nonna. Quando mi raccontava le favole io le immaginavo svolgeri in quel luogo.

DR ha detto...

Ci sono stato la prima volta quando avevo sei anni ed eravamo al mare a Gabicce. Ci sono tornato cinque anni fa, rinnovando i ricordi di allora e mescolandoli alle conoscenze maturate nei tanti anni seguiti, compresi il liceo classico e la Divina Commedia. E ho pranzato nello stesso locale di tanti anni prima, la taverna di Paolo e Francesca. Un posto piacevole per una gita, soprattutto se si è già in zona per le ferie.