Come si viaggia restando immobili? Con la fantasia, scorrendo le mappe, i biglietti, le monete, i francobolli, le cartoline...

venerdì 7 ottobre 2011

65. Fenestrelle

 

 

Archiviando la posta in entrata, ho ritrovato questo opuscolo e subito si sono risvegliati i ricordi del forte di Fenestrelle, la sensazione di trovarmi all’interno della fortezza del Deserto dei Tartari di Dino Buzzati. Ci sono stato due volte, alla presentazione di libri, nel 2005 e nel 2010. Ma adesso è l’occasione per arrivarci con un altro viaggio immobile…

Ascoltiamo cosa ne pensava Edmondo De Amicis, che ne parlò nel 1904: «Uno dei più straordinari edifizi che possa aver mai immaginato un pittore di paesaggi fantastici: una sorta di gradinata titanica, come una cascata enorme di muraglie a scaglioni, un ammasso gigantesco e triste di costruzioni, che offriva non so che aspetto misto di sacro e di barbarico, come una necropoli guerresca o una rocca mostruosa, innalzata per arrestare un'invasione di popoli, o per contener col terrore milioni di ribelli. Una cosa strana, grande, bella davvero. Era la fortezza di Fenestrelle».

Sorge in provincia di Torino, non lontano da Sestriere, e lo si può visitare dal giovedì al lunedì in inverno e tutti i giorni d’estate. All’interno un museo, un punto vendita di gadgets e un ristorante-caffè.

 

 

Eccolo il mostro, questa “muraglia cinese” all’italiana: 1.300.000 metri quadri disposti su un dislivello di 635 metri; 3 forti, 7 ridotte, 28 risalti, 4.000 gradini, 2 scale e 14 ponti. Era destinato a difendere la Val Chisone dagli attacchi esterni, ma per ironia della sorte non vi fu sparato neanche un colpo. Era anche prigione per personaggi di spicco: Vincenzo Gioberti e il Cardinal Pecca, tra gli altri. E fu il primo campo di concentramento italiano nel 1863, quando vi furono rinchiusi i soldati papalini e napoletani catturati dai piemontesi. Dopo la Seconda Guerra Mondiale venne abbandonato e mandato in rovina. Solo nel 1990 i volontari del Progetto San Carlo gli restituirono l’antico splendore con molto impegno e molta volontà…

 

 

UNA DELLE DUE SCALE, QUELLA COPERTA

 

IL CAMPANILE (distante dalla chiesa, per confondere i nemici)

 

LA CAMERA DI PRIGIONIA DEL CARDINAL PECCA

 

IL PALAZZO DEGLI UFFICIALI

 

IL MUSEO

 

FORTE TRE DENTI

 

…E PER FINIRE, UN PANORAMA DAL FORTE

FOTOGRAFIE © DANIELE RIVA

3 commenti:

Ambra ha detto...

Ma dai, non sapevo che esistesse la grande muraglia anche in Italia. Dev'essere estremamente interessante vederla. Grazie di questa notizia, sono quasi certa che riuscirò ad andarci.

DR ha detto...

Non è l'unica. In zona anche il Forte di Bard, altrettanto spettacolare.

la stanza in fondo agli occhi ha detto...

Devo dire che questo posto ha proprio del fascino, ha conservato un'atmosfera di tempo antico, un sapore molto ottocentesco