Come si viaggia restando immobili? Con la fantasia, scorrendo le mappe, i biglietti, le monete, i francobolli, le cartoline...

lunedì 18 giugno 2012

74. Italia 1921





Oggi viaggiamo nel tempo: andiamo a vedere com’era l’Italia del 1921 grazie a questa moneta da 10 centesimi, una delle più belle emesse dal Regno, con un’ape che sugge un fiore.

Ebbene, in quel 1921, ultimo anno prima dell’avvento di Mussolini e del fascismo, gli italiani erano quasi 38 milioni, dei quali neanche la metà, circa 18 milioni, lavoravano: più della metà erano dediti all’agricoltura, uno su quattro era nel settore industriale e uno su cinque nel terziario.
Il paese comprendeva ancora l’Istria e la Dalmazia, oltre alla colonia libica. Agrigento si chiamava ancora Girgenti, Latina, Sabaudia, Carbonia, Aprilia non esistevano, Imperia era ancora divisa in Porto Maurizio e Oneglia.




Il Giro d’Italia, in sole 10 lunghissime tappe, partì ed arrivò a Milano, e lo vinse Brunero.



Quell’anno si celebrò con grande clamore il sesto centenario della morte di Dante:




Circolavano poche automobili, come questa Alfa Romeo:




Non era certo con automobili così che ci si recava al mercato dei polli:





A Roma, all’Altare della Patria, veniva accolto con tutti gli onori il Milite Ignoto:





Era il 1921… e cominciava a manifestarsi qua e là il futuro nero dell’Italia.



per alcune fotografie © Lombardia – Beni Culturali

martedì 17 aprile 2012

73. Vecchi treni

 

biglietti treno

biglietti treno (1)

Oggi, viaggiatori immobili, prendiamo il treno della nostalgia e ce ne andiamo un po’ in giro per l’Italia degli Anni in lire… Diciamo dai ‘70 a circa metà ‘90, prima che i biglietti diventassero più piatti e più larghi, da infilare nelle orrende obliteratrici che sono più le volte che non funzionano o non timbrano costringendoti a cercare il controllore.

Allora: questi erano i biglietti. Adesso saliamo fisicamente sul treno: quando andavo al liceo, i treni erano di un color verde militare - ce n’erano con gli scompartimenti, e in genere ognuno di essi aveva una porta - questi avevano sedili in finta pelle; vi erano più spesso carrozze con panche di legno e porte su un pianerottolo. Una volta viaggiai su un vagone che risaliva al 1937: lo testimoniava una targhetta.

La “littorina” invece era un monoblocco marrone, dello stesso colore delle locomotive, risalente agli anni Sessanta. Non c’era logo sulle fiancate, ma la sigla FF.SS.; i ferrovieri vestivano abiti color carta da zucchero con una cravatta bordeaux. In carrozza!

 

Per i vecchi treni, il sito invece è questo.

giovedì 15 marzo 2012

72. Samoa Americane

 

È un bel po’ che non conduco i viaggiatori immobili in giro per il mondo. Ma è ora di rizzare le vele e ripartire. Vele, perché esageriamo e andiamo lontanissimo, nelle Samoa Americane, paese che forma un unico arcipelago con le Samoa, che abbiamo già visitato qualche post fa…

 

Le Samoa Americane sono la terra di Pago Pago, che ne è il capoluogo, e fanno parte appunto degli Stati Uniti d’America, anche se come territorio non incorporato. Godono di un clima particolare, grazie agli alisei che moderano la temperatura tropicale e fanno piovere tanto – 3000 mm l’anno! Nel periodo tra dicembre e marzo sono invece i tifoni a imperversare.

Una curiosità sportiva: le Samoa Americane sono famose per un incontro di calcio: nelle qualificazioni ai mondiali del 2002 la nazionale locale perse per 31-0 con l’Australia, e quello è tuttora il record negativo per un risultato.

 

FATU ROCK

© ERIC GUINTHER

 

PANORAMA

© NOAA

 

IL PORTO DI PAGO PAGO

© ERIC GUINTHER

 

PAGO PAGO

© TELEMAL

 

AMALU BAY

© TAVITA TOGIA

 

LA BELLISSIMA SPIAGGIA DI OFU

© ACEPHARMA

 

SWAINS ISLAND

© USGC

 

SENTIERO SULLA SWAINS ISLAND

© USGC

lunedì 6 febbraio 2012

71. Portorico

 

 

 

Restiamo negli Stati Uniti e andiamo a Portorico, l’Isla del Encanto, grazie a questi quarti di dollaro dedicati al territorio non incorporato nell’Unione ma ad essa associato. Come si può notare dalle immagini scelte per le monete, è un territorio caraibico di notevole bellezza, situato a est della Repubblica Dominicana e a ovest delle Isole Vergini. Circa 4.000.000 di abitanti popolano i 9.104 kmq dell’arcipelago, che ha per capitale San Juan e gode di un ampio stato di autonomia: la curiosità è che dal 1917 i portoricani godono della cittadinanza americana ma non hanno il diritto di votare per eleggere il presidente!

Dai, facciamo un giretto per quelle lande antillane dalle case bianche e dalle numerose chiese (il 73% degli abitanti professa la religione cattolica), dalle spiagge meravigliose e dalla lussureggiante vegetazione.

 

IL CAMPIDOGLIO A SAN JUAN

FOTOGRAFIA © M.T. MELENDEZ

 

LA SPIAGGIA DI ARECIPO

FOTOGRAFIA © ALESSANDRO CAI

 

LA COSTA A PATILLAS

FOTOGRAFIA © OQUENDO

 

LA CHIESA DI SAN JOSÉ

FOTOGRAFIA © OLIVER ZENA

 

IL FORTE DI SAN FELIPE DEL MORRO

FOTOGRAFIA © J.M. OLIVER

 

EL YUNQUE

FOTOGRAFIA © KATKA NEMCOKOVA

 

LA FORESTA PLUVIALE

FOTOGRAFIA © STANTHEJEEP

lunedì 16 gennaio 2012

70. La cupola del Campidoglio

 

 

Voliamo negli Stati Uniti oggi: l’aereo che ci porta a visitare il è questa monetina da un cent emessa dalla zecca americana, incisa da Joseph Menna su disegno di Susan Gamble.

È un viaggio nel tempo, visto che l’immagine ritratta è la costruzione della cupola del Campidoglio (Capitol Dome) di Washington, non ancora finita, così come appariva il 4 marzo 1861, il giorno in cui si insediava il presidente Abraham Lincoln. Esiste anche una fotografia dell’epoca:

Progettata nel 1854, la cupola ebbe una travagliata costruzione, terminata solo nel gennaio 1866

Oggi, a Washington, la vedremmo invece così, sovrastare la sede dei due rami del Congresso americano:

 

FOTOGRAFIA © DILIFF

 

FOTOGRAFIA © MATT H. WADE

 

FOTOGRAFIA © J. SQUISH

 

FOTOGRAFIA © DAVID MAIOLO

 

FOTOGRAFIA © TERENCE7

 

FOTOGRAFIA © DILIFF

mercoledì 28 dicembre 2011

69. Samoa


Samoa salta da una parte all’altra della linea del cambiamento di data eliminando quest’anno il 30 dicembre e anticipando così il Capodanno, che dal 2012 sarà la prima a festeggiare – mentre prima era l’ultima.

È una questione dibattuta da tempo, almeno dalla Conferenza del Meridiano che si tenne a Washington nel 1884. Umberto Eco sulla diatriba della linea del cambiamento di data scrisse addirittura un romanzo, L’isola del giorno prima.
Il problema dei samoani non era certo di vedere i vicini festeggiare in anticipo di un giorno il nuovo anno (e Pasqua e Natale e tutte le feste comandate) anche se forse ne soffrivano rodendosi. Il vero problema è che i loro rapporti si svolgono di prevalenza con la Nuova Zelanda e l’Australia, relativamente vicine, ma distanti ben 21 e 23 ore. Ora saranno soltanto a una e tre ore, e combinare affari nello stesso giorno è più facile…

Cominciamo, come nostro costume, dalle monete. L’unità divisionaria è il tala, diviso in 100 sene. Predominano le raffigurazioni di prodotti locali: banane, cacao, palme da cocco. A Samoa tra l’altro è molto sviluppata l’industria dell’assemblaggio di componenti elettrici.








Andiamo allora a vedere un po’ in giro com’è fatto questo piccolo arcipelago perso nel bel mezzo del Pacifico, dove vivono 178.000 persone, duramente toccato dallo tsunami del 26 dicembre 2004.

LA VALLE DI FALEFA

FOTOGRAFIA © KRONOCIDE

UNA SPIAGGIA A TUAMASAGA

FOTOGRAFIA © TEINESAVALI

SPIAGGIA A LEFAGA
FOTOGRAFIA © STEPHEN GLAUSER

UN AUTOBUS A SAVAII
FOTOGRAFIA © KRONOCIDE

FALE TELE, LUOGO D’INCONTRO A LELEPA
FOTOGRAFIA © TEINESAVALI

CAPANNA SULLA SPIAGGIA A MANONO
FOTOGRAFIA © SONJA PIEPER